Bellegra - Guida Turistica

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.: BELLEGRA
 Bellegra è un comune di 3.029 abitanti della provincia di Roma.
 Tra i paesi che costellano il paesaggio a est di Roma, Bellegra vanta una posizione privilegiata. Poco più di tremila abitanti, incollato alla cima del Monte Celeste (815 m.), si trova al centro di uno splendido anfiteatro che tutto intorno si apre a perdita d'occhio, fino all'orizzonte dove compaiono in armoniosa successione i massicci dei Monti Tiburtini, Ruffi, Carseolani, Simbruini, Ernici, Ausoni, Aurunci, Lepini e Prenestini.
 Il comune di Bellegra ha una superficie di 1.877 ettari e confina ad ovest con San Vito Romano e Pisoniano; a nord con Gerano e Rocca S. Stefano; ad est con Affile e Roiate e a sud con Olevano Romano. Dista circa 60 Km. da Roma ed è facilmente raggiungibile attraverso la via Prenestina o in alternativa con l'Autostrada Roma-L'Aquila.
 Degno di menzione, poco fuori il nucleo urbano lungo la strada che collega San Vito Romano e Rocca S. Stefano, è l’imponente Convento di S. Francesco del XIII.
 La campagna di Bellegra che in declivi ora aspri ora dolci scende dall'abitato verso i fiumi Aniene e Sacco, è formata in gran parte da coltivazioni di ulivo, dalle quali si ricava un olio di ottima qualità, e da piantagioni di fichi, ai quali il paese dedica anche una sagra detta "Sagra del Fallacciano ".
 Le origini di Bellegra si perdono nella notte dei tempi. Stando alle fonti più attendibili, sembra che il vecchio nucleo - l'allora Vitellia - esistesse già nel VI secolo a.C. sul Monte Celeste, dove oggi sorgono le case del paese, vi furono insediamenti degli Equi e degli Ernici ed infine dei Romani. Questi ultimi vi si stabilirono dopo aspre battaglie, facendo del monte un'importante postazione strategica. Anche se la storia del paese sembra in più punti offuscata dalle contraddizioni, di quanti hanno voluto ricostruirla, le testimonianze tangibili di quel passato si trovano ovunque nella zona, a cominciare dai resti di un tempio dedicato alla dea Bona e caratterizzato da imponenti muraglioni squadrati, detti "Mura Ciclopiche ", che costeggiano il paese in più parti, e danno un'idea dei sistemi difensivi di allora. Interessanti anche le "Opus Cementicus", costruzioni cementizie erette dai Romani. Nel comune di Bellegra è presente un’area di grande rilevanza ambientale e paesaggistica, detta del “Pantano”, interessata da vistosi fenomeni carsici, tra il fosso delle Vaghe ed il Fosso La Cona troviamo le “Grotte dell’Arco” lunghe quasi 1000 mt. ed in alcuni punti alte fino a 30 mt., precedute da un grande arco naturale esterno, quale residuo del primordiale sviluppo della grotta. La cavità naturale risulta estremamente suggestiva per la ricchezza di stalattiti, stalagmiti, inghiottitoi e contiene resti di faune del paleolitico medio e superiore con tracce di industria litica del Mesolitico, nonché pitture antropomorfe e zoomorfe. Il Ministero per i Beni Culturali Ambientali in una sua nota del 27 giugno 1981, considerato che la grotta riveste importante interesse per lo studio delle culture del paleolitico e del mesolitico, riteneva l'area interessata dal percorso della grotta di particolare interesse archeologico ai sensi della legge 01 giugno 1939 n. 1089.
 Il sito è inoltre oggetto di recupero e valorizzazione di tale bene archeologico e dell’area circostante per la ri-costituzione di microhabitat soprattutto acquatici per la riproduzione della batracofauna; la creazione poi di un percorso naturalistico tra la grotta e la sede dell'attuale camping per la fruizione di un’area turistico didattica.